{"id":531,"date":"2015-11-25T14:44:49","date_gmt":"2015-11-25T14:44:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brutopomodoro.it\/main\/?page_id=531"},"modified":"2015-11-25T14:44:49","modified_gmt":"2015-11-25T14:44:49","slug":"note-biografiche","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.brutopomodoro.it\/?page_id=531","title":{"rendered":"Note biografiche"},"content":{"rendered":"<p>Nato a Milano nel 1961, Bruto Pomodoro inizia il suo percorso artistico nel 1994, lasciandosi alle spalle una lunga carriera dedicata al disegno scientifico.<\/p>\n<p>Pittore e scultore, impronta la propria ricerca artistica, rigorosamente astratta, sugli aspetti pi\u00f9 segreti del mondo vivente &#8211; dalla genetica all\u2019embriologia, dall\u2019evoluzione ai rapporti fisici delle leggi dell\u2019universo &#8211; attraverso un individuale linguaggio simbolico narrativo, basato su un attento studio dei rapporti cromatici e compositivi.<\/p>\n<p>Dai due primi cicli pittorici, denominati rispettivamente <strong><em>Contemplazioni<\/em><\/strong> ed <strong><em>Elogi del Quadrato<\/em><\/strong>, si assiste a una graduale rarefazione degli spazi costruttivi, inizialmente molto vicini alle tematiche concretiste, e ad un abbandono delle policromie accese riscontrabili nei suoi primi lavori: da questo percorso nascono le opere intitolate <strong><em>Codici Algenici<\/em><\/strong>, dove l\u2019artista \u00e8 interessato a evidenziare il rapporto dialettico che lega la potenzialit\u00e0 morfologica del vivente \u2013 rappresentato dall\u2019elemento archetipale \u2013 alla valenza signica del DNA, analizzato attraverso le \u201ctrasmutazioni alchemiche\u201d offerte dall\u2019ingegneria genetica.<\/p>\n<p>Pomodoro prosegue quindi la propria ricerca focalizzando l\u2019attenzione unicamente sulla matrice cardine del proprio lavoro: l\u2019<em>archetipo<\/em> diviene, per un\u2019esigenza di sintesi, l\u2019unico protagonista delle ultime opere, che si sviluppano seguendo due percorsi paralleli. Vengono cos\u00ec alla luce i <strong><em>Sagomati<\/em><\/strong> &#8211; lavori realizzati con la tecnica del collage, dove l\u2019interesse si sposta sulla visualizzazione tridimensionale dei diversi piani d\u2019intreccio della figura primigenia, per arrivare alla logica conclusione della sua rappresentazione nella scultura a tutto tondo &#8211; e i <strong><em>Disgiunti<\/em><\/strong>, dove la ricerca si concentra sulla scomposizione entropica degli elementi costitutivi dell\u2019Archetipo, in una rappresentazione concettuale delle leggi fisiche della Termodinamica che governano i flussi di energia e, allo stesso tempo, in una allegoria della vita e della morte.<\/p>\n<p>A partire dal 2005, sviluppa i suoi caratteristici <strong><em>Archetipi<\/em><\/strong> nella terza dimensione, attraverso l\u2019utilizzo di <em>collag\u00e9s<\/em> e resine, per approdare alla scultura tradizionale a tutto tondo, sia in pietra che in bronzo, seguendo un percorso coerente con la sua ricca produzione pittorica, in un equilibrato rapporto fra classicismo e modernit\u00e0.<\/p>\n<p>Fra le rassegne pubbliche a lui personalmente intitolate vanno citate le rassegne tenutesi nel 1997 a Siena (Palazzo Patrizi), a Riccione (Palazzo Comunale del Turismo) e a Cesena (Galleria Ex Pescheria), intitolate <em>Contemplazioni<\/em>, la mostra tenutasi nel 2001 a Sarzana (Chiostro di San Francesco) intitolata<em> Elogi del Quadrato \u2013 1998\/2001<\/em>, la mostra del 2002 a Courmayeur (Maison Fleur) intitolata <em>Codici Algenici<\/em>, le rassegne di Pietrasanta (Chiostri di S. Agostino) e di Cattolica (Galleria Comunale S. Croce), intitolate <em>Codici Armonici<\/em>, entrambe del 2005, la personale tenutasi nel 2007 a Rimini (Palazzo del Podest\u00e0), intitolata <em>Evoluzione delle forme archetipe \u2013 Viaggio verso la tridimensione <\/em>e la mostra tenutasi nella centralissima chiesa di San Cristoforo a Lucca (<em>Opere in San Cristoforo<\/em>)<em>, <\/em>che nel luglio del 2010 ha avuto un eccezionale successo di pubblico, con pi\u00f9 di 24.000 presenze.<\/p>\n<p>Durante la 54a Biennale del 2011, Bruto \u00e9 presente a Venezia con la collettiva <em>Slide Art \u2013 Sign Off Design<\/em>, tenutasi a giugno nel chiostro della SS.ma Trinit\u00e0 e a settembre con la rassegna personale <em>Biomorfismi Plastici<\/em>, allestita all&#8217;interno degli spazi espositivi di Palazzo Zenobio e curata da Roberta Semeraro.<\/p>\n<p>Nel settembre del 2014 a Furnari, nella provincia messinese, viene inaugurata di fronte a Palazzo Marziani l&#8217;opera monumentale in ferro <em>Mater<\/em>: la realizzazione di questa grande scultura, eseguita con l&#8217;innovativa tecnica dell&#8217;esofusione, \u00e8 frutto della collaborazione dell&#8217;artista con le maestranze artigianali dell&#8217;associazione Fabbri d&#8217;Arte.<\/p>\n<p>Della bibliografia, ricca di testi critici a lui dedicati, vanno ricordati gli scritti di Riccardo Barletta, Luca Beatrice, Rossana Bossaglia, Luciano Caramel, Martina Corgnati, Alberto Fiz, Flaminio Gualdoni, Ermanno Krumm, Janus, Mario Manduzio, Roberto Sanesi, Roberta Semeraro, Raffaella Silbernagl, Alberto Veca, Caterina Zappia e Marisa Zattini.<\/p>\n<p>L\u2019artista vive e lavora in Toscana, a Pietrasanta, esponendo dal 1994 le sue opere in numerose mostre personali, pubbliche e private, sia in Italia che all\u2019estero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nato a Milano nel 1961, Bruto Pomodoro inizia il suo percorso artistico nel 1994, lasciandosi alle spalle una lunga carriera dedicata al disegno scientifico. 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