{"id":463,"date":"2015-11-23T15:30:30","date_gmt":"2015-11-23T15:30:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brutopomodoro.it\/main\/?p=463"},"modified":"2015-12-01T22:47:22","modified_gmt":"2015-12-01T22:47:22","slug":"luciano-caramel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brutopomodoro.it\/?p=463","title":{"rendered":"Luciano Caramel: &#8220;Dalla Natura all&#8217;arte per una nuova primordialit\u00e0&#8221;"},"content":{"rendered":"<p align=\"left\">La vicenda conoscitiva ed espressiva di Bruto Pomodoro s\u2019\u00e8 svolta e si svolge attorno e in rapporto ai due poli della natura e dell\u2019arte, interferenti, comunicanti, eppure diversi, autonomi: dapprima negli studi biologici, quindi nell\u2019attivit\u00e0 di illustratore scientifico, infine nel lavoro pittorico. Che \u00e8 quello a cui ora, e da anni, Bruto si applica integralmente e che qui esclusivamente ci interessa.<\/p>\n<p>Esso ha provocato un salto qualitativo nell\u2019impegno intellettuale del giovane biologo, che all\u2019analisi del mondo esterno ha intimamente connesso l\u2019indagine introspettiva, legando l\u2019attenzione per quanto \u00e8 oggettivo all\u2019interrogarsi sulla sostanza e il destino dell\u2019individuale soggettivo. Bruto \u00e8 cos\u00ec passato dall\u2019investigazione alla creazione, secondo un itinerario in modi differenti sperimentato da grandi protagonisti dell\u2019arte del nostro secolo, da un Arp e un Ernst a un Kandinskij, autore al quale egli \u00e8, mi pare, per pi\u00f9 versi accostabile.<\/p>\n<p>\u201cLe leggi di composizione della natura\u201d scriveva Kandinskij gi\u00e0 nel 1926 in Punto e linea sulla superficie, \u201caprono all\u2019artista non gi\u00e0 la possibilit\u00e0 dell\u2019imitazione esteriore [\u2026], ma la possibilit\u00e0 di contrapporre ad esse le leggi dell\u2019arte\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLe leggi autonome dei due grandi regni dell\u2019arte e della natura\u201d, cos\u00ec separati, \u201ccondurranno infine alla comprensione della legge globale della composizione del mondo e chiariranno l\u2019autonoma partecipazione dei due regni a un pi\u00f9 alto ordine sintetico: esterno + interno\u201d. Che \u00e8 appunto quanto \u00e8 accaduto a Pomodoro, dopo una fase di descrizione esatta del fenomeno biologico, nell\u2019iniziale applicazione all\u2019illustrazione, e dopo un primo travisamento del dato naturalistico nei quadri dei primi anni Novanta.<\/p>\n<p>Nei quali troviamo delle \u201cimposture naturalistiche\u201d (l\u2019efficace definizione \u00e8 dello stesso Bruto, nel pieghevole che accompagnava nel 1994 la sua mostraUltramarinoallo Studio D\u2019Ars di Milano, in cui erano visibili improbabili esseri appunto \u201cultramarini\u201d, quali Il guardiano del relitto \u2013 incontro abissale e un Volante curioso, met\u00e0 pesce e met\u00e0 strano naviglio tecnologico), che la nitida, precisa qualit\u00e0 del disegno gabellava per verisimili e nel contempo contraddittoriamente trasferiva su di un registro immaginario, fiabesco.<\/p>\n<p>Nel 1995, invece, nel ciclo delle Contemplazioni, Bruto non gioca pi\u00f9 sullo scarto, nell\u2019inganno figurale, tra apparenza e realt\u00e0, e sulla sua conseguente ambigua suggestione. Abbandona i riferimenti iconici espliciti (non tout-court la figurazione) per abbracciare una compositivit\u00e0 astratto-geometrica.<\/p>\n<p>Per la quale si pu\u00f2 ritornare al passo succitato di Kandinskij, che cos\u00ec continuava: \u201cQuesto punto di vista [l\u2019autonoma partecipazione di arte e natura a un pi\u00f9 alto ordine sintetico] \u00e8 stato messo in evidenza, fino ad oggi, solo nell\u2019arte astratta, che ha riconosciuto i propri diritti e i propri doveri e non poggia pi\u00f9 sull\u2019involucro esterno dei fenomeni naturali\u201d. Nei quali \u2013 \u00e8 sempre Kandinskij &#8211; \u201dalcuni complessi sono di una specie chiara, esatta, geometrica\u201d, altri invece di natura \u2018libera\u2019, si formano da linee libere, cosicch\u00e9 la struttura \u00e8 pi\u00f9 fluida e non presenta una costruzione geometrica esatta.<\/p>\n<p>Questo non vuol dire per\u00f2, naturalmente, che debba essere escluso, anche in questo caso, l\u2019elemento fisso ed esatto; semplicemente, esso viene elaborato in maniera diversa\u201d. \u201cAnche nella pittura astratta\u201d, prosegue il maestro russo, \u201cabbiamo le due diverse specie di costruzione\u201d, e \u201cquest\u2019affinit\u00e0, possiamo ben dire questa \u2018identit\u00e0\u2019, \u00e8 un esempio molto rilevante dei rapporti fra leggi dell\u2019arte e leggi della natura\u201d.<\/p>\n<p>Tali considerazioni sono quanto mai appropriate ai modi e ai risultati delle Contemplazioni di Pomodoro, costruite entro griglie strutturali regolari nelle quali dominano gli incontri ortogonali di bande cromatiche di differenti dimensioni, frequentemente tagliate da diagonali che definiscono altre, e spesso maggiori, bande oppure delimitano ampie zone del campo della superficie pittorica. In siffatta gabbia razionale, entro cerchi e quadrati variamente dislocati, quasi in casellari di catalogazione scientifica, troviamo tuttavia forme biologico-organiche \u2013 insieme ad altre forme di nuovo geometriche e a ripetute uova-simbolo \u2013 che ripropongono la dualit\u00e0 tra elementare e complesso secondo la diagnosi di Kandinskij propria sulla natura e sull\u2019arte, che in questi dipinti di Bruto investe anche le mescolanze e le stesure dei colori: i tre primari e ogni loro possibile combinazione, nelle pi\u00f9 diverse misure e varianti, anche di massa, peso e carattere.<\/p>\n<p align=\"left\">Non si tratta quindi, \u00e8 evidente, di un\u2019astrazione autoriflessiva, che ha per oggetto solo se stessa, i propri equilibri, la propria composizione e articolazione.<\/p>\n<p>L\u2019ulteriore, pi\u00f9 radicale geometrizzazione che distingue i lavori qui esposti, intitolati alle Varianti cromatiche, \u00e8 essa medesima significante: di una ricerca di elementarit\u00e0 che non esclude la possibilit\u00e0 della complessit\u00e0, anzi la implica e postula, nella tensione ad attingere un\u2019esemplarit\u00e0 primigenia, originaria, archetipale, sintetizzata dall\u2019uovo, mentre il simbolo alchemico del Telarium Aracnis rimanda proprio al connaturato coesistere di chiuso e aperto (la spirale).<\/p>\n<p>Ed anche qui colpisce la consonanza con le precisazioni di Kandinskij, nelle pagine sopra pi\u00f9 volte ricordate, che nota:\u201d il fatto che, nella pittura, in questi ultimi anni, la costruzione geometrica esatta appaia agli artisti di particolare importanza, \u00e8 dovuto\u201d tra l\u2019altro,\u201d alla necessit\u00e0 di ritrovare l\u2019elementare, una necessit\u00e0 sorta naturalmente, che ha coinvolto la pittura e l\u2019ha spinta a recuperare l\u2019elementare, cercandolo non solo nell\u2019elementare stesso, ma anche nella sua struttura. Questa aspirazione si nota, oltre che nell\u2019arte , in tutto quanto il modo di sentire dell\u2019uomo \u2018nuovo\u2019, pi\u00f9 o meno in tutti i campi, come un passaggio dall\u2019elemento primario al complicato, passaggio che si compir\u00e0 sicuramente in un tempo pi\u00f9 o meno lungo.<\/p>\n<p>L\u2019arte astratta, divenuta autonoma, soggiace anche qui alla \u2018legge naturale\u2019 ed \u00e8 costretta a procedere oltre, come un tempo la natura, che cominci\u00f2 modestamente con protoplasma e cellule, per progredire, passo per passo, fino ad organismi sempre pi\u00f9 complicati. Anche l\u2019arte astratta crea oggi organismi artistici primari o pi\u00f9 o meno primari, il cui ulteriore sviluppo l\u2019artista di oggi pu\u00f2 presentire solo vagamente\u201d.<\/p>\n<p>Parole, le ultime, che \u00e8 possibile prefigurino il domani dell\u2019arte di Bruto, ora attestata su di una semplicit\u00e0 che non \u00e8 un punto d\u2019arrivo, ma di partenza. Si parla tanto, in questa fine di secolo e di millennio, di \u201carte terminale\u201de non senza ragione, temo. Questa di Pomodoro \u00e8 invece, si propone intenzionalmente di essere, ad uno stadio originario, aurorale: l\u2019alfa contro l\u2019omega, o forse meglio l\u2019alfa dopo l\u2019omega.<\/p>\n<p>Col che, senza voler negare del tutto, e troppo recisamente, componenti di radicamento nell\u2019inconscio, o pi\u00f9 semplicemente nella psicologia individuale dell\u2019artista (e neppure, d\u2019altro canto, una consequenzialit\u00e0 troppo vincolante tra il prima del biologico e il dopo del pittore; anzi sar\u00e0 presto opportuno, ad evitare fraintendimenti, parlar solo del pittore) credo che l\u2019elementarit\u00e0 dichiarata primigenia di Bruto sia una presa di posizione in positivo contro la diffusa cultura della morte, anche nell\u2019arte, oh quanto giustificata, purtroppo, ma da contrastare col richiamo ad una dimensione nuova, che \u00e8 pur essa non priva di punti d\u2019appoggio.<\/p>\n<p>E che certo ha insito il rischio di stimolare, una volta di pi\u00f9, proiezioni in un primigenio metastorico, che tuttavia pu\u00f2 avere un suo valore, e non solo in termini di qualit\u00e0 e pittura. Della quale peraltro non si pu\u00f2 qui, in conclusione, per queste testimonianze ultime di Bruto, non spendere qualche parola: per sottolineare l\u2019originalit\u00e0 di invenzione e la stessa libera fantasia di immagine, che si effonde con accenti talora addirittura lirici entro l\u2019ancoraggio a simmetrie riflettenti le conformazioni biologiche, fino ad assumere prevalenti qualit\u00e0 poetiche, a dispetto degli assunti progettuali e dimostrativi, in coniugabili con l\u2019inclinazione spiritualistica di Kandinskij e la medesima implicita sua aspirazione a una metafisica della forma, alla quale, per natura e cultura, Bruto Pomodoro mi sembra, per ora almeno, impermeabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\" align=\"left\">Luciano Caramel<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\" align=\"left\">Dal catalogo della mostra &#8220;Varianti cromatiche&#8221;, Milano 1997-98<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vicenda conoscitiva ed espressiva di Bruto Pomodoro s\u2019\u00e8 svolta e si svolge attorno e in rapporto ai due poli della natura e dell\u2019arte, interferenti, comunicanti, eppure diversi, autonomi: dapprima negli studi biologici, quindi nell\u2019attivit\u00e0 di illustratore scientifico, infine nel lavoro pittorico. 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