{"id":476,"date":"2015-11-23T15:42:27","date_gmt":"2015-11-23T15:42:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brutopomodoro.it\/main\/?p=476"},"modified":"2015-12-01T22:44:46","modified_gmt":"2015-12-01T22:44:46","slug":"alberto-fitz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brutopomodoro.it\/?p=476","title":{"rendered":"Alberto Fiz: &#8220;Segreti&#8221;"},"content":{"rendered":"<p align=\"left\">Schegge impazzite di una realt\u00e0 incomprensibile. Qualunque sia il giudizio sull\u2019arte di oggi, emerge la difficolt\u00e0 di comprendere cosa sia giusto fare. Tramontati i generi, gli stili, le tendenze, i movimenti e superato l\u2019entusiasmo per l\u2019introduzione dei nuovi media e per l\u2019apparato tecnologico, tutto sembra possibile in un vagare disperato tra l\u2019Essere e il Nulla. L\u2019arte contemporanea riflette il visibile ma non insegue pi\u00f9 l\u2019invisibile avendo perso quella componente utopica progettuale che la rende esclusiva.<\/p>\n<p>Dietro la superficie il nulla, proclamava Andy Warhol identificando una delle caratteristiche peculiari di un sistema basato esclusivamente sul desiderio assoluto di apparire, quasi che l\u2019esistenza si giustifichi di per se stessa con la pretesa di eternizzare il presente e fermare l\u2019istante che fugge.<\/p>\n<p>Vero e falso, artificio e realt\u00e0 non sono altro che due facce di una stessa medaglia in un rimescolamento delle forme e dei contenuti dove la ricerca non passa pi\u00f9 attraverso l\u2019assoluto ma il relativo.<\/p>\n<p>In quest\u2019ottica \u00e8 chiaro che tutto orbiti intorno al caos, considerato come componente primario di una realt\u00e0 in continua trasformazione.<br \/>\nMa dietro al Big Bang non sembra d\u2019intravedere nulla se non un nuovo caos generativo in una progressiva sottrazione dell\u2019essere.<br \/>\nSe questo \u00e8 il pensiero dominante, c\u2019\u00e8 chi fa eccezione, convinto che l\u2019arte non debba diventare preda della propria nevrosi nel desiderio vanitoso quanto ingenuo di piacere.<\/p>\n<p>In questa categoria di outsider si colloca Bruto Pomodoro che, a dispetto di molti suoi coetanei, insegue l\u2019ordine costitutivo delle cose scegliendo di percorrere una strada del tutto individuale che potrebbe coincidere con l\u2019astrazione organica. Un\u2019astrazione, dunque, che non rimanda a se stessa ma coincide con la definizione di Theo Van Doesburg: \u201cnon c\u2019\u00e8 nulla di pi\u00f9 concreto e reale di una linea, di un colore, di un progetto\u201d.<\/p>\n<p>La materia fluttuante e magmatica diventa corpo vivo, presenza fisica e inquieta, non priva di connotazioni simboliche nell\u2019ambito di un\u2019esperienza dove il segno si pone come presenza e apparizione.<\/p>\n<p>\u201cIl mio unico intento \u00e8 rendere manifesta l\u2019infinita potenzialit\u00e0 morfologica del vivente, attraverso la sua valenza comune archetipa, il simbolo che nei miei quadri costantemente si ripete\u201d, avverte Bruto che in base alla sua esperienza di artista e di biologo affronta i codici algenici mettendoci senza pregiudizi dinanzi ad una delle questioni centrali della nostra esistenza, ovvero la riproduzione dell\u2019individuo umano attraverso la \u201cmanipolazione, la ricombinazione e la programmazione del materiale genetico\u201d.<\/p>\n<p>Bruto, insomma, affronta il segreto della vita in una mostra dove arte e scienza si fondono creando una relazione armonica.<\/p>\n<p>Il posthuman, il cyborg (uomo mezzo umano e mezzo macchina), le manipolazioni genetiche da tempo ossessionano l\u2019arte contemporanea diventata essa stessa una sorta di Frankenstein romantico che utilizza la componente pi\u00f9 spettacolare della ricerca scientifica per creare l\u2019uomo cibernetico in grado di negare il proprio destino.<\/p>\n<p>Bruto, invece, cammina in parallelo con la scienza cercando un\u2019identit\u00e0 primigenia che va oltre la separazione tra \u201cars\u201d e \u201cscientia\u201d. Le sue opere labirintiche, del resto, inseguono le forme del futuro attraverso le tracce della memoria, tanto che il DNA fluttua come le onde del mare o come le tracce di un\u2019antica civilt\u00e0 primitiva.<\/p>\n<p>Bruto insegue il segreto dell\u2019uomo e non \u00e8 affatto casuale che Codici Algenici venga inserita nella programmazione della manifestazione Noir in Festival 2002 che quest\u2019anno ha per tema i Segreti.<\/p>\n<p>Ecco, Bruto, da buon investigatore, rende visibile l\u2019invisibile aiutandoci ad entrare in contatto con la sfera intima e sconosciuta del nostro essere.<\/p>\n<p>Ma non siamo nell\u2019ambito della fantascienza, bens\u00ec della scienza. \u201cL\u2019alba di una nuova era \u00e8 gi\u00e0 cominciata!\u201d, proclama Bruto con lo stesso tono dei futuristi che all\u2019inizio del secolo firmavano i loro manifesti.<\/p>\n<p>In effetti, la sua opera ha il merito etico e filosofico di andare alla ricerca di quell\u2019alieno che fa parte di noi stessi. Non \u00e8 pi\u00f9 un corpo estraneo ma un\u2019alterit\u00e0 intrinseca all\u2019io in un continuo raddoppiamento dell\u2019immagine, come avviene proprio in quella sorta di monitor pittorici costruiti da Bruto nella pancia delle sue opere astratte.<\/p>\n<p>L\u00e0 danzano le forme primigenie rispecchiandosi le une nelle altre in un duetto di immagini transitorie in continuo movimento.<\/p>\n<p>Se l\u2019Algenia tende alla costruzione dell\u2019individuo perfetto, osservando le opere di Bruto vengono in mente le parole di Max Born: \u201cIl progresso, nella fisica, \u00e8 sempre passato dall\u2019intuizione all\u2019astrazione\u201d<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 alcun dubbio, infatti, che Bruto sia riuscito a trasformare il principio scientifico in principio pittorico manipolando i codici delle due scienze e costruendo un proprio universo estetico caratterizzato dal desiderio assoluto di autocoscienza. Bruto ha la capacit\u00e0 di modificare il rapporto tra gli elementi sviluppando una propria narrazione nella quale gli alieni ci appartengono.<\/p>\n<p>Il segreto non va cercato altrove. Convive con noi e lo sa bene William Gibson che inizia il suo romanzo Gi\u00f9 nel ciberspazio con la ricostruzione chirurgica del suo principale personaggio dilaniato da un\u2019esplosione:<br \/>\n\u201cIl chirurgo olandese ci scherzava sopra dicendo che una percentuale non specifica di Turner non ce l\u2019aveva fatta a partire dal Palam International con il primo volo e aveva dovuto passare la notte in un magazzino, in una vasca di mantenimento.<\/p>\n<p>Gli ci volle un mese, all\u2019Olandese e alla sua squadra per rimettere insieme Turner. Clonarono un metro quadrato di pelle facendola crescere su lastre di collagene e polisaccaridi di cartilagine di squalo. Comprarono gli occhi e i genitali sul mercato libero. Gli occhi erano verdi (\u2026). E un giorno si svegli\u00f2 in un letto estraneo, l\u2019Olandese stava in piedi vicino alla finestra dalla quale si riversavano verde tropicale e sole abbacinante. \u201cPu\u00f2 tornare a casa, Turner. Abbiamo finito con lei. \u00e8 come nuovo!\u201d.<br \/>\nCodici algenici, appunto.<\/p>\n<p align=\"right\">Alberto Fiz<\/p>\n<p align=\"right\">Dal catalogo della mostra &#8220;Codici Algenici&#8221;, Courmayeur 2002- 2003<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Schegge impazzite di una realt\u00e0 incomprensibile. Qualunque sia il giudizio sull\u2019arte di oggi, emerge la difficolt\u00e0 di comprendere cosa sia giusto fare. Tramontati i generi, gli stili, le tendenze, i movimenti e superato l\u2019entusiasmo per l\u2019introduzione dei nuovi media e per l\u2019apparato tecnologico, tutto sembra possibile in un vagare disperato tra l\u2019Essere e il Nulla. L\u2019arte contemporanea riflette il visibile ma non insegue pi\u00f9 l\u2019invisibile avendo perso quella componente utopica progettuale che la rende esclusiva.<\/p>\n<div class=\"wrap-excerpt-more\"><a class=\"excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.brutopomodoro.it\/?p=476\">Continue reading<\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[17],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brutopomodoro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/476"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brutopomodoro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brutopomodoro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brutopomodoro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brutopomodoro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=476"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.brutopomodoro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/476\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":693,"href":"https:\/\/www.brutopomodoro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/476\/revisions\/693"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brutopomodoro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=476"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brutopomodoro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=476"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brutopomodoro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=476"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}