{"id":480,"date":"2015-11-23T15:46:48","date_gmt":"2015-11-23T15:46:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brutopomodoro.it\/main\/?p=480"},"modified":"2015-12-01T22:43:59","modified_gmt":"2015-12-01T22:43:59","slug":"roberto-sanesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brutopomodoro.it\/?p=480","title":{"rendered":"Roberto Sanesi: &#8220;Contemplazioni&#8221;"},"content":{"rendered":"<p align=\"left\">L\u2019osservare (ma forse si dovrebbe dire contemplare, mettendosi dalla parte dell\u2019autore) queste ultime opere di Bruto Pomodoro sembra imporre un ragionamento su simmetrie di rappresentazione imposte visivamente per opposti. Come se lo scopo, per esempio, fosse quello di procedere per variazioni di immagini che dovrebbero darsi come invarianti, ma, appunto, messe in crisi dall\u2019uso simbolico che ne viene fatto. E si tratta, sicuramente, di un simbolismo geometrico per il quale \u00e8 sempre la struttura complessiva dell\u2019opera a emergere per prima e con evidenza, la trama, o gabbia, o schema (quasi didattico, di catalogazione di tipo oggettivo), che inviterebbe ad una percezione \u201coptical\u201d, astrattizzante, se poi all\u2019interno di queste definizioni di campo non irrompessero elementi contraddittori, di tipo organico.<\/p>\n<p>Fra i quali, ossessiva, la forma dell\u2019uovo, vero e proprio nucleo generativo, segnale \u2013 tanto simbolo quanto biologico \u2013 di un processo di trasformazione. Continuo, ma come chiuso in un sistema. E forse non a caso questi elementi che con insistenza alludono al codice genetico vengono quasi sempre esposti \u201ca parte\u201d, circoscritti, come campioni esemplari di quella serie di eventi che ogni opera contempla. Come se ogni opera fosse un momento, immobilizzato, della replicazione, mutazione, selezione, ecc. l\u00ec rappresentate.<br \/>\nE come se ogni momento fosse comunque l\u2019origine.<br \/>\nCredo che sia in questo senso che Bruto Pomodoro parla di archetipi biologici.<\/p>\n<p>Dal punto di vista formale, la pittura si esprime, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire data la sua rigorosa limpidezza anti-emozionale, con totale coerenza. Il colore \u00e8 disteso, controllato, non \u201cespressivo\u201d, per sottolineatura delle scansioni del sistema geometrico, e solo si ammorbidisce nelle tenere e accurate ombreggiature riservate unicamente agli elementi di natura organica, che si articolano a spirale, a elica, a fiore, in un meccanismo da Yin e Jang, simulando complessit\u00e0 e movimento. Solo in un caso Bruto Pomodoro si spinge a descrivere naturalisticamente un uovo aperto, mostrandocene l\u2019interno, il tuorlo come cuore, la valenza fisiologica di tutto il ragionamento che sta sotto questa sua pittura, e imprevedibilmente l\u2019effetto \u00e8 cos\u00ec forte da sembrare surreale, allucinato.<\/p>\n<p>Se, come \u00e8 anche possibile, si tratta di \u201cteatrini alchemici\u201d, \u00e8 da questo gioco di contrastanti presenze che sorge il fascino di immagini che dicono di un progress fissato nell\u2019immobilit\u00e0.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 su questo che probabilmente si fonda la decisione di definire un simile gioco di riflessi (interno-esterno, ecc.) con il termine \u201ccontemplazioni\u201d, che suggerisce, insieme, un atteggiamento di distanza estatica e un profondo coinvolgimento nello stupore della cosa osservata. Alla fine, si potrebbe avanzare l\u2019ipotesi che Bruto Pomodoro stia tentando di ricostruire visivamente le trame di un enigmatico processo di crescita fra l\u2019insondabile arbitrio del caso e la tremenda legge impersonale della necessit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"right\">Roberto Sanesi<\/p>\n<p align=\"right\">Cesena, Riccione, Siena 1997<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019osservare (ma forse si dovrebbe dire contemplare, mettendosi dalla parte dell\u2019autore) queste ultime opere di Bruto Pomodoro sembra imporre un ragionamento su simmetrie di rappresentazione imposte visivamente per opposti. 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