{"id":486,"date":"2015-11-23T15:56:46","date_gmt":"2015-11-23T15:56:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brutopomodoro.it\/main\/?p=486"},"modified":"2015-12-01T22:31:39","modified_gmt":"2015-12-01T22:31:39","slug":"paolo-marino-bruto-pomodoro-alla-galleria-jelmoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brutopomodoro.it\/?p=486","title":{"rendered":"Paolo Marino: &#8220;Bruto Pomodoro alla galleria Jelmoni&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Quadrati come simboli dell\u2019universo creato e della materializzazione del mondo delle idee, come figure alchemiche e impersonificazioni della Divinit\u00e0, secondo una concezione neoplatonica del mondo. E all\u2019interno, accolti nella loro potenzialit\u00e0 dinamica, figure archetipiche, che hanno come modello gli embrioni di esseri vertebrati e invertebrati studiati dalle scienze naturali. Sono questi gli elementi che si trovano nelle opere di Bruto Pomodoro \u2013 artista milanese di nobili natali, figlio di Gio\u2019 e nipote di Arnaldo \u2013 del quale ieri si \u00e8 inaugurata una mostra personale alla galleria Jelmoni Studio dal titolo \u201cElogi del quadrato\u201d.<\/p>\n<p>Il legame tra arte e scienza \u00e8 la chiave di lettura per leggere le opere di Pomodoro. E\u2019 stato lui stesso nella conferenza stampa di presentazione della mostra \u2013 affiancato dall\u2019assessore alla cultura del Comune di Piacenza Massimo Trespidi e dalla direttrice della galleria Elena Jelmoni \u2013 a illustrare il proprio percorso di formazione, partito proprio dagli studi universitari in biologia e dall\u2019attivit\u00e0 di disegnatore scientifico. Un percorso che ha poi trovato compimento nella pittura.<\/p>\n<p>&#8220;Il dialogo tra arte e scienza \u00e8 stato uno dei fondamenti del nostro Umanesimo&#8221; dice Pomodoro ricordando le tavole anatomiche e gli atlanti a cui tanto devono i medici e i geografi del Quattro e Cinquecento. Ed \u00e8 proprio questo dialogo che l\u2019artista intende mantenere vivo, sulla base dell\u2019indicazione di Leonardo, secondo la quale &#8220;\u00e8 necessario osservare et descrivere sempre&#8221;.<\/p>\n<p>Bruto Pomodoro sembra voler descrivere una realt\u00e0 in qualche modo misteriosa, nascosta, ma fondamentale, riscoprendo le geometrie e le armonie profonde della vita. Lo fa ideando e traducendo delle forme archetipe, che hanno il loro corrispettivo in natura nell\u2019uovo e nell\u2019embrione, e utilizzando linee e superfici astratte, in una maniera che \u00e8 tutto il contrario del freddo distacco delle cose, rincorrendo, semmai, una adesione alla struttura fondamentale del mondo. In questo modo arte e scienza sembrano incontrarsi in un campo neutro.<\/p>\n<p>Un altro riferimento, decisamente pi\u00f9 prossimo, che Pomodoro cita, \u00e8 quello della pittura astratta e in particolare il razionalismo astratto, che ha in Mondrian uno dei suoi padri. Di questa corrente, da una parte della critica considerata ormai un vicolo cieco, l\u2019artista milanese intende indagare gli elementi ancora vitali, proprio attraverso l\u2019innesto di una tensione ideale, quasi misterica.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">In: Liberta&#8217; &#8211; Cultura e spettacoli (pag. 20) &#8211; 11 Settembre 2011<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quadrati come simboli dell\u2019universo creato e della materializzazione del mondo delle idee, come figure alchemiche e impersonificazioni della Divinit\u00e0, secondo una concezione neoplatonica del mondo. 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