{"id":797,"date":"2015-12-03T12:16:12","date_gmt":"2015-12-03T12:16:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.brutopomodoro.it\/main\/?p=797"},"modified":"2015-12-21T09:21:30","modified_gmt":"2015-12-21T09:21:30","slug":"linsostenibile-mutevolezza-del-disgiunto-riflessioni-sulla-scultura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.brutopomodoro.it\/?p=797","title":{"rendered":"L&#8217;insostenibile mutevolezza del Disgiunto: riflessioni sulla scultura."},"content":{"rendered":"<p>La determinazione di nuovi corpi, di nuove forme che \u2013 nel disfacimento entropico della forma ordinata identificata con l&#8217;Archetipo \u2013 iniziavano a vivere di vita propria mi ha permesso di sperimentare nuove vie di raffigurazione che, per assonanze e discordanze, a volte volute e altre volte del tutto casuali, ironicamente \u2013 seppur in forma astratta \u2013 sempre di pi\u00f9 riconducono alla figura.<\/p>\n<p>Allontanandomi dalla disputa sterile fra astrazione e figurazione, ho accettato di farmi traghettare in spazi inesplorati dove posso ormai veramente incontrare di tutto.<\/p>\n<p>I <strong>Disgiunti<\/strong>, nati inizialmente come tentativo abortito di assemblare le diverse parti costitutive che vanno a formare la matrice archetipa e inutilizzabili, a meno di sovvertire le leggi della fisica, giacevano inutilizzati fino a che non ho iniziato a capire che avevano una loro dignit\u00e0 e forza anche come elementi plastici isolati.<\/p>\n<p>Nel febbraio del 2008 provo a realizzare in marmo il primo di una lunga serie di queste sculture: nasceva il <em>Disgiunto III<\/em>, che a distanza di anni, pi\u00f9 lo osservo pi\u00f9 non cessa di emozionarmi.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 per me il progetto, il disegno \u00e9 imprescindibile prodromo alla realizzazione della scultura, ho iniziato a staccarmi dal \u201cgioco ad incastri\u201d delle diverse parti dell&#8217;Archetipo e ho iniziato sempre pi\u00f9 a realizzare i nuovi Disgiunti come creature a se stanti, avulse dal contesto primitivo.<\/p>\n<p>Sicuramente un imput determinante \u00e9 stato l&#8217;aver accettato la sfida di rappresentare un&#8217;immagine sacra (il <em>San Cristoforo barghigiano<\/em>) attraverso il mio proprio lessico: dopo una lunga ricerca iconografica ho resettato tutto ci\u00f2 che avevo visto, in termini figurali, e ho iniziato a ragionare secondo i miei canoni. Con sorpresa ho visto che il risultato era assolutamente comprensibile a tutti gli osservatori: pur trattandosi di un&#8217;immagine astratta, l&#8217;opera era incontrovertibilmente identificabile con la raffigurazione iconografica del Santo in questione.<\/p>\n<p>Ho quindi iniziato a progettare le mie nuove opere seguendo temi ben precisi: da sempre affascinato dalla continua mutevolezza dell&#8217;elemento acqueo mi sono addentrato dentro un oceano di forme infinite, in quello che \u00e9 il mio progetto, non ancora concluso, per gli \u201cStudi su cinque movimenti delle acque\u201d.<\/p>\n<p>Sono nate perci\u00f2 le opere <em>Disgiunto Ondamarina<\/em> e successivamente il <em>Disgiunto Altamarea<\/em>.<\/p>\n<p>Forme nate casualmente sono divenute per assonanza \u201cpassi di danza\u201d: prendono quindi forma sculture quali <em>Tangueros<\/em> e <em>Disgiunto Twist<\/em>.<\/p>\n<p>Ancora, volutamente, la ricerca su talune figure femminili, cardini dell&#8217;universo artistico, produce opere quali <em>Mater<\/em> (in un primo momento chiamata \u201cPiet\u00e0\u201d, poich\u00e9 era mio intento preciso operare attraverso un&#8217;interpretazione analitica della michelangiolesca Piet\u00e0 Rondanini) e <em>Bianca odalisca<\/em>, con preciso riferimento alle odalische di matissiana memoria.<\/p>\n<p>Infinita \u00e9 a questo punto, una volta arrivati a padroneggiare il proprio linguaggio, la possibilit\u00e0 di racconti da narrare, e infiniti i campi delle forme da creare.<\/p>\n<p>Ma tutto questo non sarebbe stato possibile se, deposto il pennello, non avessi preso in mano gli strumenti del fare scultura: perch\u00e9 \u00e9 proprio questa disciplina, con il suo continuo investigare attorno allo spazio \u2013 e al suo opposto, il vuoto \u2013 che permette di raggiungere traguardi inarrivabili attraverso la bidimensionalit\u00e0.<\/p>\n<p>La tecnica del \u201clevare\u201d ti consente continuamente di scoprire nuove forme all&#8217;interno del blocco di materia che si va a scolpire, cos\u00ec come ti pone limiti fisici e allo stesso tempo non ti permette di rimediare a errore alcuno. Ma soprattutto, togliendo materia alla materia, ti accorgi di venire fisicamente a contatto con il vuoto: non un mero concetto, non un&#8217;essenza metafisica che pensiamo possa essere non identificabile, non un opposto dialettico al pieno.<\/p>\n<p>I residui di polvere di gesso o le scaglie di marmettola che si producono mentre si raspa o si scalpella testimoniano la sua presenza, reale pi\u00f9 che mai: sono i figli abortiti delle infinite forme che non vedranno mai la luce o che la vedranno in tempi successivi, sono l&#8217;insostenibile mutevolezza della forma, in un caleidoscopio di possibilit\u00e0 che l&#8217;atto dello scolpire permette di portare alla luce, sottraendo al dominio che il vuoto reclama costantemente nuove forme, nuove immagini, nuove sculture.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Bruto Pomodoro<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La determinazione di nuovi corpi, di nuove forme che \u2013 nel disfacimento entropico della forma ordinata identificata con l&#8217;Archetipo \u2013 iniziavano a vivere di vita propria mi ha permesso di sperimentare nuove vie di raffigurazione che, per assonanze e discordanze, a volte volute e altre volte del tutto casuali, ironicamente &hellip;<\/p>\n<div class=\"wrap-excerpt-more\"><a class=\"excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.brutopomodoro.it\/?p=797\">Continue reading<\/a><\/div>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[33],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.brutopomodoro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/797"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.brutopomodoro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.brutopomodoro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brutopomodoro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brutopomodoro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=797"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.brutopomodoro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/797\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":798,"href":"https:\/\/www.brutopomodoro.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/797\/revisions\/798"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.brutopomodoro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=797"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brutopomodoro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=797"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.brutopomodoro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=797"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}